CANT Z.501 (Gabbiano)



Il CANT Z.501 Gabbiano era un idrovolante a scafo centrale, monomotore ad ala alta, realizzato dal Cantiere Navale Triestino e che prestò servizio nella Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale. Aveva un equipaggio di quattro o cinque membri ed era usato per l’avvistamento e la ricognizione. Progettato da Filippo Zappata, il prototipo volò per la prima volta il 7 marzo 1934 ai comandi di Mario Stoppani.

Sviluppo
Lo Z.501 viene realizzato per rispondere alle specifiche emanate nel 1933 dal Ministero dell’Aeronautica per equipaggiare la Regia con nuovo idrovolante da ricognizione e bombardamento in sostituzione del Savoia-Marchetti S.78 già in forza dal 1932.

Per il progetto venne chiamato l’ingegner Filippo Zappata, al suo primo incarico come capo progettista e che, grazie anche alla vittoria del bando, resterà a lungo nell’azienda e darà vita ad altri velivoli di successo tutti caratterizzati dalla Z inserita nella denominazione ufficiale.

Pur realizzato in tempi ristrettissimi si impose al progetto presentato dalla concorrente Macchi alla quale seguì una sostanziosa commessa da parte del Ministero dell’Aeronautica.

Impiego operativo
Venne principalmente utilizzato dalla Regia per scopi ricognitivi sul territorio nemico e usato in seguito per missioni di salvataggio in alto mare.

Descrizione tecnica
Lo Z.501, realizzato principalmente in legno, presentava una configurazione a scafo centrale e galleggianti stabilizzatori, dotato di una sottile fusoliera collegata all’ala alta a semisbalzo a parasole tramite un robusto montante centrale ed una serie di montanti e tiranti laterali. L’unico motore montato centralmente sull’ala era inserito in una lunga gondola estesa verso la parte posteriore per poter alloggiare una postazione difensiva ad abitacolo aperto dotata di una mitragliatrice Breda-SAFAT da 7,7 mm. La fusoliera presentava una parte anteriore finestrata dotata, a seconda delle versioni, di una seconda postazione difensiva. la cabina di guida chiusa era collocata centralmente sulla parte superiore, in corrispondenza dell’ala, subito seguita da un altro abitacolo aperto dotato di mitragliatrice. La stessa terminava posteriormente in una coda caratterizzata dall’impennaggio cruciforme monoderiva e da piani orizzontali controventati.

La produzione del Z.501 iniziò nel 1935. Quando l’Italia entrò in guerra nel 1940, oltre 200 esemplari erano in servizio. Essi pattugliavano il mare Mediterraneo ed eseguivano operazioni di salvataggio in mare. In seguito all’armistizio del 1943, alcuni apparecchi continuarono a volare da avversari sotto le insegne della Aeronautica Nazionale Repubblicana e dell’Aeronautica Cobelligerante Italiana.

Notevole è la sua somiglianza con lo statunitense Consolidated PBY Catalina pur essendo questo di maggiori dimensioni e dotato di due motori anziché uno.

Primati
A distanza di soli sei mesi dal primo volo, il prototipo MM.247, immatricolato per l’occasione I-AGIL, venne giudicato idoneo a tentare la conquista del primato internazionale di distanza in linea retta per idrovolanti, allora detenuto dagli Stati Uniti d’America con 3 860 km, impresa realizzata con un bimotore Consolidated P2Y-1.

Il 18 ottobre 1934, dopo aver percorso ben 4 133 km in 26 ore e 35 minuti, con una navigazione parzialmente avversata dal maltempo, il velivolo, che aveva a bordo Stoppani, il capitano Corradino Corrado e il radiotelegrafista Amedeo Suriano, ammarava a Massaua, in Eritrea.

Era il trionfo, ma il primato rimase all’Italia solo per poco più di otto mesi: tra il 22 ed il 23 giugno 1935 i francesi, con un quadrimotore Latécoère 300 battezzato “Croix du Sud”, riuscivano nell’intento di migliorare il primato precedente con un volo di 4 333 km, da Cherbourg a Liginchor (Gambia).

Vedendosi battuti i tecnici dell’azienda di Monfalcone decisero di adoperarsi per riportare il primato in Italia. Nemmeno un mese più tardi, il 16 luglio, lo stesso prototipo (la produzione in serie del Z.501 era cominciata da tempo) dotato di una nuova elica a passo variabile ed affinato nell’aerodinamica e nel rendimento del propulsore, era in condizione di ripetere il tentativo. Questa volta l’equipaggio era composto da Stoppani, il capitano Casimiro Babbi e Suriano. Il volo durò solo 25 ore e 10 minuti, ma furono percorsi ben 4 966 km fino a Berbera, nell’allora Somalia Britannica.

Utilizzatori
Regno d’Italia Regia Aeronautica
Regno del Sud Aeronautica Cobelligerante Italiana
Repubblica Sociale Italiana Aeronautica Nazionale Repubblicana
Italia Aeronautica Militare (periodo postbellico)
Spagna Ejército del Aire
Romania Forţele Aeriene Regale ale României

WIKIPEDIA

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